Che vendemmia è stata?

La vendemmia 2025 si è conclusa da poco e come spesso succede ci viene chiesto che vendemmia sia stata. La vendemmia è il momento del raccolto, in cui si recide il frutto dalla pianta e lo si porta in cantina.

Quest’anno è stata certamente anticipata quasi ovunque anche sui Colli Trevigiani, per alcune aziende di qualche giorno, per altre anche di una settimana.
L’anticipo è stato dovuto da un’annata climatica che, come abbiamo visto negli ultimi anni vedi schede climatiche, è sempre ricca di sorprese, di imprevisti, di criticità e necessità di studio e osservazione di come rispondono terreno e piante.

Qui sta il grande lavoro di chi oggi coltiva la terra e alleva le viti, capire come le piante di vite si adattano ad un terreno che sempre di più è fragilissimo.

Le abbondanti piogge a volte per lunghi periodi provocano frane e smottamenti che oramai non sono più episodi rari, ma diventano frequenti e per questo vanno monitorati con interventi precisi. In alcune zone c’è poi il ristagno, posizioni magari anche meno esposte al sole o meno ventilate e qui si insediano altre difficoltà che vanno ad intaccare la salute della pianta.

Tutte queste avversità oggi richiedono una preparazione agronomica che non è per niente approssimativa, serve confronto, studio e sostegno anche fra colleghe e colleghi.

Detto tutto ciò, la vendemmia è un momento in cui l’andrenalina sale, sia per chi sta in vigna che per chi sta in cantina, che non è sempre detto siano persone diverse.

Ma la vendemmia?

La vendemmia viene organizzata in modo minuzioso, servono persone, diverse persone, tutte disponibili in quell’arco di tempo brevissimo. Se sono quelle di fiducia meglio, sanno come muoversi in vigna, sono già preparate con l’abbigliamento adatto sia per il caldo, che per l’umidità del mattino. Si muovono come delle formiche sulle colline, alcune stanno lungo i filari con le forbici a tagliare i grappoli dalla pianta e depositarli nei secchi; altre le più giovani o più in forma fanno la spola con i secchi portandoli a mano al punto in cui vengono svuotati.

Lungo i filari si incrociano vite di persone diverse: qualcuna straniera che parla poco italiano ma lavora sodo, qualcuno che viene dalle Dolomiti e di solito fa altro nella vita, qualcuno si paga gli studi. Si parla ma non moltissimo, perché è faticoso e se fa caldo è faticoso il doppio.

Si pranza assieme e lì c’è il tempo per fare due parole, conoscersi, conoscere le famiglie.

La Vendemmia sui Colli Trevigiani non è più una questione fra vignaiole e vignaioli e la vigna, ma è un momento in cui qualcun altro fa in modo che quel lavoro di un anno arrivi in cantina.
È il momento in cui le mani hanno un ruolo operoso unico, quelle mani che a noi piace sempre citare quando raccontiamo il ColFondo Agricolo descrivendolo come un vino “fatto a mano”.

In tutto ciò non vi abbiamo ancora detto come è andata!
Possiamo dirvi che la qualità è buona, le uve raccolte sono sane, alcune zone hanno avuto quantità più esigue dalle grandinate, ma tutto sommato il raccolto è stato soddisfacente. Ora attendiamo cosa succede in cantina, perché questo continuo cambio di temperature anche in questa fase, richiede di essere attenti e scrupolosi

Vedremo a gennaio 2027 come sarà stata questa vendemmia.

Condividiamo con voi un po’ di foto della Vendemmia per farvi venire la voglia di venire a trovarci in collina!